In Normandia soldati italiani con il Reich, una patria morta
13 AGO 20

Al direttore - Certo che Seedorf poteva anche risparmiarsela, di perdere pure a Pavia.
Maurizio Crippa
Maurizio Crippa
Al direttore - Ho letto il pezzo di Salvatore Merlo su Fini e Di Pietro. A Merlo (e a Fini) vorrei dire questo: Tu quoque… Fini ebbe in te un cantore or gli conti a morto l’ore lo credevi un grande genio cadde invece dal proscenio. Era buona marionetta se ascoltava senza fretta. Tagliò i fili da sicario e crollo lì sul sipario. Burattin senza puparo cadde giù come un cazzaro. Ma lo era, anche di più, quando lo lodavi tu. Resti a casa, dillo tu! E non sfranga il membro più. E se non riesce a farlo se ne vada a Montecarlo.
Maurizio Gasparri
Maurizio Gasparri
Sulla contiguità affettuosa con Fini, che fu oggetto di giusta attenzione del cronista Merlo, sarei più prudente se mi firmassi Gasparri. Il mondo non comincia il pomeriggio della conversazione alla Caffettiera di piazza di Pietra. Un saluto.
Al direttore - “La presunzione di innocenza è un inutile gargarismo”. Questa è la battuta plastica e cristallina con cui Travaglio rimarca dialettica stuzzicante e psicologia subalterna al livore della forca. Elisa, la ragazza di “Announo”, come la bagattella di Beethoven ci riporta alla bellezza semplice del breve componimento di assennatezza. Gargarismo è la pratica di far gorgogliare un liquido medicamentoso: due schiaffoni, una strigliata, uno scossone, due pizzicotti, uno spavento vitalistico e rivelatore, terapeutico, non già negli arcani del retrobocca dove le tonalità prendono forma e articolano parole ma nelle sprofondate vie della ragionevolezza e del discernimento dove fluttuano pensieri. Così, Elisa Collutorio per un attimo è stata nel cervello di Travaglio, per liberarlo dal giornalismo addormentato sulle scrivanie delle procure.
Dario Vese
Dario Vese
Al direttore - Il presidente Napolitano è stato accolto per la prima volta alle celebrazioni dello sbarco in Normandia a rappresentare l’Italia per meriti “resistenziali”. Poco noto è che a contrastare coi tedeschi gli angloamericani c’erano anche almeno 20 mila soldati italiani, tra cui il noto attore Walter Chiari. Alcuni si distinsero per ardimento, come i marò dell’isoletta di Cézembre – la terra più bombardata della storia, anche col Napalm – che resistettero coi tedeschi sino al 2 settembre 1944: i pochi superstiti ebbero gli onori militari dai “nemici”. La Merkel ha reso omaggio ai suoi connazionali caduti. Napolitano lo ha fatto?
Paolo Casolari
Paolo Casolari
Quella che combatteva era una patria perduta, morta. Un armistizio caotico e una fuga traditrice. Parce sepulto.
Al direttore - Corrado Augias twitta felice: “Madame Matacena lamenta di non poter telefonare. Non ha ancora capito la differenza tra un carcere e un albergo”. Lui la differenza tra pena e galera preventiva.
Luca Rocca
Luca Rocca
Al direttore - In una lunga nota di agenzia, Marco Furfaro, già candidato di Sel nella Lista Tsipras, esprime tutta la sua amarezza per la scelta di Barbara Spinelli di occupare il seggio che gli era stato promesso nel Parlamento europeo. Si dichiara allora derubato di un “sogno”, di essere trattato come “carne da macello” ed accusa la neo eletta di agire secondo una “logica proprietaria”. Si vede che lui, quel seggio, lo voleva solo prendere in affitto.
Giuliano Cazzola
Giuliano Cazzola
Al direttore - Non le sembra che nell’articolo in prima pagina dal titolo “Nelle democrazie ricche si arraffa” vi sia una sorta di giustificazione per chi compie odiosi atti di corruzione? Sono garantista, e nel profondo come lei non sopporto i manettari; ho sempre preferito una destra chiacchierata, a una sinistra ideologica che ti strangola di tasse.
La corruzione è odiosa. Non credo di essere moralista se affermo che i soldi pubblici sono anche miei, non ho potuto non trasalire dopo la lettura del suo fondo. Spero di aver frainteso, e spero che lei possa dedicarmi due parole per togliermi il dubbio. Con stima.
Paolo Feliciani
La corruzione è odiosa. Non credo di essere moralista se affermo che i soldi pubblici sono anche miei, non ho potuto non trasalire dopo la lettura del suo fondo. Spero di aver frainteso, e spero che lei possa dedicarmi due parole per togliermi il dubbio. Con stima.
Paolo Feliciani
Sono abbastanza onesto ma l’onestà come categoria mi annoia.